blog di Pierpaolo Manca

Autonomi con le ali

L'Airone, una compagnia aerea isolana che operò nell'immediato dopoguerra

Airone

gestì i collegamenti Roma-Cagliari (giornaliero), Roma-Alghero e Genova-Alghero-Cagliari-Tunisi (trisettimanale). Sia la Società Aerea Mediterranea e sia l'Ala Littoria erano compagnie interamente statali; i velivoli impiegati furono gli idrovolanti "S 55" con otto posti, ed i trimotori "S 66" che trasportavano 20 passeggeri e coprivano il percorso dal capoluogo isolano alla capitale in due ore e un quarto.
Nell'anteguerra, i viaggiatori delle linee con la Sardegna erano stati più numerosi (circa il 38% in più) di quelli trasportati dalla stessa compagnia tra Roma e Milano; un dato significativo che indicava quanto i collegamenti aerei fossero fondamentali per la nostra isola. I voli continuarono anche nel 1944-46, vale a dire durante il drammatico periodo seguito all'armistizio dell'otto settembre e che vide la Sardegna totalmente isolata. Li effettuavano i "Corrieri Aerei Militari" che partivano saltuariamente e senza tenere conto delle esigenze dei privati; come osservò Giovanni Battista Melis nel giornale sardista "II Solco" si trattava di un servizio per politici, funzionari e privati che presentavano richieste motivate. I velivoli impiegati erano alcuni gloriosi Savoia Marchetti "S 79", "S 82", "S 95", "G 18" e "Cant 2506" adattati al trasporto dei passeggeri che viaggiavano sistemati su panche, come i paracadutisti; dopo due ore e passa di sobbalzi, si atterrava a Guidonia, la città creata dal regime fascista per ospitare un centro di ricerche e sperimentazioni aeronautiche. Anch'io feci un viaggio del genere e ricordo nitidamente la burrascosa reazione del mio stomaco al saltabeccante procedere dell''S 79".

L'insopprimibile passione del volo

Ernesto Campanelli, l’intrepido aviatore oristanese famoso negli anni Venti e Trenta

Ernesto Campanelli

Nato a Nuoro, si trasferì giovanissimo nella città arborense di cui divenne figlio adottivo. Passato dalla Marina all'Aviazione, nel 1925 prese parte, come maresciallo motorista, al raid Italia-Giappone e ritorno sull'idrovolante pilotato da Francesco De Pinedo. L'impresa, che ebbe risonanza mondiale, gli conferì grande prestigio. Negli anni successivi, prese parte ad altre importanti trasvolate e, nel 1933, oramai colonnello, collaborò attivamente alla crociera del "Decennale". Durante il secondo conflitto mondiale, comandò alcune scuole e morì in seguito ad un investimento il 18 luglio 1944. Frugando tra manoscritti e vecchie carte ingiallite dal tempo alla ricerca di personaggi della Oristano che fu, siamo andati a rileggere la storia fatta dì perizia e di ardimento che sul finire del 1925 infiammò tutta l'1talia. Protagonisti, il marchese Francesco De Pinedo e il maresciallo d'aviazione oristanese Ernesto Campanelli.

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