Alba

Quante albe avete visto nell’arco della vostra vita ? qualcuno dice nessuna e qualcuno tante ma in quanti l’avete vista dall’alto verso il basso ? Volevamo vederla da una prospettiva diversa, così, perchè a volte cambiare prospettiva aiuta a vedere le cose in maniera diversa da come son sempre apparse . Ed eccoci in piedi alle 5 con Internet acceso e carte meteo sotto al naso, i Metar, i Taf e le previsioni. Michele scrupoloso come sempre sta facendo altrettanto da casa sua quando gli mando un sms e tempo qualche secondo la sua risposta arriva secca “andiamo e poi vediamo” …. Ma vediamo cosa ? sarà la scoperta di li a poco. Ci troviamo al club alle 6:00 è buio pesto, facciamo nuovamente il check meteo con gli ultimi bollettini e ci avviamo verso il piazzale. Siamo contenti ed emozionati per la novità. Il Cessnino ci accoglie con la sua forma simpatica e ci chiede di slegarlo. Le zanzare cominciano la colazione e a nulla servono i colletti alzati e gli schiaffoni . I controlli di routine, i check, tutto è in ordine …. tranne il buio. Noi siamo piloti VFR voliamo con la luce e con il contatto visivo col suolo, non siamo in grado di farlo al buio e ne possiamo farlo. Ma il cielo cosa contiene oggi ? Osserviamo che non vediamo le stelle e che non c’è vento al suolo, ma in quota ? ci sforziamo di capire cosa nasconde questo mondo scuro e ci sentiamo due pesci fuor d’acqua. Mai ci eravamo posti il problema di interpretare il cielo di notte. Riflettiamo sulle carte, sulla umidità relativa, sul punto di rugiada, sul metar e razionalmente è tutto in ordine per volare ma non ci fidiamo ugualmente. All’unisono decidiamo che se “occhio non vede, il volo non si fa”. E’ curioso come in caso di bisogno l’attenzione si fa più fine e si aguzza l’ingegno . … manco a farlo apposta ci rulla accanto un Ryanair che di li a poco avrebbe decollato. Lo osserviamo, scendiamo dall’aereo e lo seguiamo a lungo tenendolo sempre in vista. E’ il segnale che la copertura nuvolosa è molto alta conferma che il Metar è corretto. Manca poco all’alba ed il crepuscolo oramai illumina i contorni di Serpeddì che risulta pulito e sgombro da tutti i nostri pensieri. Via si parte. Messa in moto, rullaggio. Il controllore simpaticamente mi saluta con un “CH mattutini oggi ehhh” ma indaffarato non ho la sveltezza di rispondere in rima e mi limito a ripetere la clearance … caro controllore pago pegno, caffè pagato in aerostazione ;). Decollo. Charlie Hotel si impegna e ci porta a 4500 piedi per farci ammirare un enorme pallone rosso fuoco. Buongiorno sole ! Penso a quanto siam piccoli di fronte alle forze che regolano questo perenne movimento. Mi sento un ospite e sento l’aereo una cosa molto nostra molto umana, un amico per ammirare tutto ciò. Cerco di instaurare una calma per riuscire a contemplare meglio lo scenario ma le emozioni sono tante e l’attenzione al pilotaggio merita la priorità .. una buona scusa per rifarlo. La città che sonnecchia, i vapori del nuovo giorno che si rendono visibili ai primi raggi il tutto in una quiete irreale. Ci riporta alla realtà la voce dell’amico controllore che non conosco di persona ma è come se lo conoscessi da sempre. Motore al minimo, aria calda al carburatore, rallentiamo alla massima efficienza e ci godiamo la planata in un’aria immobile coi battiti del motore che regolare respira il fresco. Due spiralate e siamo a quota circuito. Poetto, Sella del Diavolo e il lungo finale tenendo due bianche e due rosse che ci portano sofficemente al suolo. A terra, una pacca sull’ala del nostro amico. Mi piace osservare l’aereo dopo il volo, ho sempre la sensazione di non ringraziarlo mai abbastanza per essersi comportato bene e avermi concesso il privilegio di aver vissuto un simile spettacolo. Grazie Charlie Hotel















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